Progetto didattico Stop to Work!

Rirkrit Tiravanija fra arte contemporanea e socialità

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Keras

 

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Giorgio Tesi Onlus e ideato da Keras, è rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado e si ispira al lavoro dell’artista Rirkrit Tiravanija presentato alla Biennale Arte 2015 di Venezia.  Rirkrit Tiravanija è un artista thailandese, tra i più rappresentativi della cosiddetta estetica relazionale. Nella sua opera è alla continua ricerca di forme di condivisione, incontro e interazione con il pubblico.

 

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In alcune delle sue performance Tiravanija cucina e consuma il cibo insieme al pubblico, intendendo queste azioni come momenti fondamentali per eliminare qualsiasi distanza tra opera e spettatore, rifiutando una concezione formale dell’arte. Per l’artista sono fondamentali le relazioni umane e lo scambio culturale fra individui, il pubblico è parte stessa dell’opera che Tiravanija decide di realizzare.

In occasione della 56. Esposizione Internazione d’Arte di Venezia (2015), Tiravanija ha allestito un’operazione sociale di forte impatto per il pubblico, già eseguita in una galleria d’arte di Pechino del 2010 quando aveva impiantato una macchina funzionante per cuocere mattoni. Per la Biennale di Venezia è stata riproposta con il titolo Untitled 2015 (14,086).

 

 

 

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Foto Keras Società Cooperativa

 

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Foto Keras Società Cooperativa

 

 

Il lavoro ha previsto la produzione di 14.086 mattoni “necessari a costruire una casa semplice per una piccola famiglia in Cina”, che recano impressa la scritta situazionista in ideogrammi “Non lavorate mai”, in inglese “Stop to Work”.

 

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Foto Keras Società Cooperativa

 

La scritta si ispira ai problemi derivanti dall’assenza dei diritti dei lavoratori, alle condizioni in cui molte persone vivono, dove non è più possibile distinguere il tempo passato a lavorare e il tempo del non-lavoro. Si tratta di una vera e propria denuncia: Tiravanija attraverso l’arte racconta al grande pubblico come vivono alcune persone nel mondo, costrette a lavorare e dormire, senza diritti, degli schiavi. Nel corso della Biennale di Venezia il pubblico poteva prendere uno o più mattoni, lasciando una donazione nella urna presente in prossimità dell’allestimento. Il denaro raccolto è stato devoluto a ISCOS, organizzazione che sostiene le associazioni cinesi impegnate nell’ambito dei diritti dei lavoratori in Cina.

 

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Foto Keras Società Cooperativa

 

Le classi coinvolte nel progetto hanno intrapreso un percorso fra arte contemporanea e socialità: ispirandosi al lavoro di Rirkrit Tiravanija, hanno iniziato a produrre dei mattoni per organizzare una raccolta fondi a favore delle persone più bisognose. Allo stesso tempo, sono state organizzate delle visite guidate presso realtà lavorative dei territori dove gli studenti vivono, per comprendere i valori positivi del lavoro, inteso come attività fondamentale per la società contemporanea.

 

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I mattoni realizzati dagli alunni

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Sono stati visitati il Centro Multifunzionale Agricolo I Medici di Quarrata (PT) e il ristorante Taverna del Vin Vino di Buggiano (PT).

 

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Chiara Banci del Centro Multifunzionale Agricolo I Medici di Quarrata

 

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Ambra Nardini al Centro Multifunzionale Agricolo I Medici di Quarrata

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Il proprietario della Taverna del Vin Vino di Buggiano Manuel Becchi durante le visite

 

 

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Taverna del Vin Vino di Buggiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entrambi i luoghi visitati dalle classi si caratterizzano per la presenza del cibo tradizionale toscano come sinonimo di qualità e come simbolo della relazione fra individui, ovvero coloro che lavorano e coloro che acquistano e/o consumano cibi della cucina toscana.  Le attività didattiche presso i luoghi di lavoro sono state ideate dagli esperti della cooperativa Keras e dagli stessi responsabili delle strutture, in modo da creare un filo diretto fra le diverse esperienze.

 

Entro la fine dell’anno scolastico i ragazzi organizzeranno delle giornate pubbliche durante manifestazioni di carattere popolare, nelle quali saranno impegnati in prima persona nel racconto del progetto ai passanti, per poi raccogliere una somma dall’acquisto dei mattoni realizzati a scuola.

 

 

 

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