Oggi riflessione sull’arte: è possibile che colori, forme, segni, emettano suoni come di una musica? Ce lo dice l’artista russo Vassily Kandinsky (Mosca 1866-Neuilly-sur-Seine 1944). Artista che nelle sue opere pittoriche prendeva spesso ispirazione dagli strumenti musicali, come il tamburo sciamanico, per creare risonanti composizioni. 

Wassily Kandinsky Ovale bianco, 1919, olio su tela; cm 80 x 93. Mosca, Galleria Statale Tret’jakov, inv. Ž-11924

Wassily Kandinsky “Ovale bianco”, 1919, olio su tela. Mosca, Galleria Statale Tret’jakov

“A volte mi sembrava che il pennello, che con volontà inflessibile strappava frammenti a quest’organismo cromatico vivo, provocasse l’emissione di un suono musicale”. (da Sguardo al passato, in Tutti gli scritti)

“E come un nulla senza possibilità, come un nulla morto dopo l’estinguersi del sole, come un silenzio eterno senz’avvenire e senza speranza, risuona interiormente il nero”. (da Scritti intorno alla musica, a cura di Nilo Pucci, La Nuova Italia, 1979)

“Il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde”. (da Dello spirituale nell’arte, in Tutti gli scritti, a cura di P. Sers, Feltrinelli, 1989)

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