La frase che vi proponiamo oggi sa di fresco e di mare, tanto per stare in tema di vacanze 😉

“Noi non viviamo, in realtà, sulla cima della solida terra ma sul fondo di un oceano d’aria.” Talete

E per stare in tema di “aria”, l’opera d’arte che vi associamo è quella di un artista contemporaneo, Gianluca Quaglia, “Da lontano ma vicino” del 2014.

Gianluca Quaglia, Da lontano ma vicino, 2014

L’opera è stata realizzata per la mostra dal titolo “Se dico Aria” che si trova presso la Chiesa di San Francesco di Camerano ad Ancona dal 2 Agosto al 18 Ottobre 2014, realizzata in occasione della prima edizione del Festival delle Arti della città marchigiana.

Insieme all’artista milanese, espongono istallazioni artisti internazionali: Marcello Chiarenza, Chris Gilmour, Angela Glajcar, Kaori Miyayama e Medhat Shafik. Questi artisti sono stati chiamati dal curatore, Antonio D’Amico, a parlare di un elemento della vita così fondamentale e così impalpabile, così presente e allo stesso tempo così immateriale. E come sempre gli artisti del nostro tempo danno tante visioni diverse e allo stesso tempo suggestive, letteralmente tutte da vivere in esperienze artistiche site specific. Particolare è anche il catalogo della mostra, in esso una ventina di professionisti, tra i quali piloti di linea, meteorologi, istruttori di vela, circensi, persone cioè che hanno a che fare con l’aria tutti i giorni per lavoro, sono stati chiamati a rispondere al curioso quesito, Se dico Aria… dico?

Gianluca Quaglia risponde con un paesaggio come esperienza da esplorare in prima persona. E non poteva che essere così per un artista che lavora proprio con l’ambiente, studiando i misteriosi rapporti tra contenitore e contenuto. “Tocchiamo l’aria e l’aria tocca tutto ciò che è nel paesaggio: montagne, palazzi, piante, animali e persone; ma l’aria è anche dentro di noi, nei nostri polmoni, la respiriamo, la sperimentiamo, la sentiamo. In questo senso non esiste un limite tra noi e ciò che guardiamo. Ci muoviamo nell’ambiente e siamo l’ambiente”. La risposta di Quaglia sono cinquecento poster raffiguranti monti e cieli sopra di essi. L’artista vi è intervenuto tagliando via la parte della terra. Quegli stessi monti, estrapolati dal paesaggio, sono poi diventati ammassi di roccia “tridimensionali” perché accartocciati e messi sul pavimento, a creare uno spazio percorribile dai visitatori: un nuovo spazio reale.

Buon viaggio e buon estate a tutti!

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