Domenica 3 maggio, non perdetevi l’ultimo appuntamento con i diciannove Giardini segreti di Buggiano Castello. Un tuffo nella natura imperdibile anche perché l’evento avviene sempre ogni due anni. Le famiglie potranno usufruire di esperienze didattiche per i bambini immersi nella natura e in un panorama mozzafiato. Giocheremo con le radici…

 

I laboratori inizieranno alle ore 11:00, 15:00 e 17:00 in Piazza Ricordati.

 

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E, a proposito di radici, in attesa di domenica vi raccontiamo l’esperienza di un’artista contemporanea con la natura…

L’arte contemporanea è corpo, vita pulsante, esperienza e coinvolgimento totale… sicuramente lo è nelle performance dell’artista Regina José Galindo, conclusa l’8 giugno 2014 dal titolo “Estoy Viva”. L’artista, nata nel 1974, a Guatemala City dove vive e lavora, ha vinto il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 2005, nella categoria giovani artisti. Radici, “Raìces”, allestita nel grandissimo Orto botanico di Palermo. Si tratta di un insieme di persone conficcate nel terreno come le radici di una pianta. Di solito si trovano supine, con il viso rivolto alla terra e le braccia sotterrate.

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Arte e cronaca, la realtà contemporanea è raccontata perfettamente, dopo il giorno della grande conferenza europea sull’immigrazione, convocata all’indomani della strage del Canale di Sicilia e di quella avvenuta al largo di Rodi, “con oltre mille cadaveri di migranti risucchiati dalle acque del Mediterraneo”. Tutto parte dal corpo dell’artista stessa che, nuda, al piedi di un gigantesco ficus, è rimasta immobile per ore, quasi divenendo un tutt’uno con la terra. E così le altre persone che hanno preso parte alla performance, tutti volontari reclutati a Palermo, di nazionalità ed etnie diverse, divengo allegoria di un’uguaglianza nella “materia”, senza tempo e nello spazio primordiale. Corpi immobili e silenziosi ma potentemente vivi e pulsanti come una pianta. L’esperienza della migrazione non può che portare ad una riflessione sulle “radici”, lo “sradicamento”, il senso delle origini, e con la performance di Galindo diviene poesia e simbolo.

La performance, curata da Giulia Ingarao, Paola Nicita e Diego Sileo, ha anticipato l’apertura della mostra “Estoy Viva”, curata da Sileo e Eugenio Viola, adattata per l’enorme hangar di Zak, padiglione per il contemporaneo inaugurato nel 2012 alla Zisa. Le fotografie e il reportage è stato fatto dall’artista Giovanni Gaggia.

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