Tempo. Il tempo di un’azione, il tempo di una passeggiata, il tempo di un cambiamento di stato, di materia, di immaginazione. Francis de Smedt, in arte Francis Alÿs, nato ad Anversa nel 1959, lavora con il flusso del tempo, un work in progress momentaneo e allo stesso tempo infinito. La sua arte consiste in eseguire azioni che si sviluppano sul territorio, catturando reazioni delle persone e percorrendo luoghi vissuti: la realtà quotidiana con i suoi paradossi, i suoi usi e costumi. Tra le più estenuanti azioni di Alÿs, sicuramente vi è “Paradox of Praxis 1 (Sometimes Doing Something Leads to Nothing)”, del 1997, in cui l’artista spinge per le strade di Città del Messico un blocco di ghiaccio fino a farlo liquefare totalmente.

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Il tempo per Alÿs qui è di nove ore per permettere ad un oggetto di vivere un’altra realtà, per farlo dialogare in maniera diversa con lo spazio circostante. Gli oggetti scelti dall’artista per la sua ricerca, sono infatti sempre carichi di informazioni che parlano del luogo in cui si trovano. Solitamente, sono i venditori ambulanti che spostano questi enormi blocchi di ghiaccio nella zona commerciale dello Zocálo, in Messico, per conservare fresca la merce da vendere. Rispondono quindi ad una funzionalità precisa, mentre Alÿs tramuta quello stesso sforzo quotidiano in un atto estetico, in un’azione che ripercorre il vissuto.

Dall’ “Orinatoio” del 1917 di Marcel Duchamp ai nostri giorni, l’oggetto viene tolto alla sua funzione originaria e inserito nel mondo dell’arte e della riflessione, creando contrasti suggestivi. Materia e pensiero, momentaneo e infinito, tempo e spazio, arte e vita. Nel 1961 opere come queste venivano inserite in un gruppo denominato “Fluxus”, letteralmente “flusso”, nel senso che l’attività di creazione o azione di un’opera d’arte veniva a inserirsi indissolubilmente nel tempo della vita quotidiana, in nome di un’ “arte totale” che unisce anche musica, danza, la poesia, teatro e performance. Gli artisti rivendicavano l’intrinseca artisticità dei gesti più comuni ed elementari, la riappropriazione dello spazio, dove il ruolo dello spettatore diventa parte integrante dell’opera d’arte, attore senza il quale essa stessa non avrebbe senso di esistere. Così mentre Alÿs spinge il suo parallelepipedo di ghiaccio per le strade della città, le persone guardano incuriosite, sbigottite, piene di domande soffocate o restano immobili indifferenti al suo passaggio. Reazioni e riprese che immortalano rendendolo infinito, un fragile e intenso gesto quotidiano che diventa arte.

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L’opera di Francis Alÿs, con altre di altri artisti internazionali, si potranno visitare in Piazza dell’Immaginario a Prato, con la possibilità di visite guidate e laboratori per famiglie tutti i sabati di luglio e di agosto. Per informazioni e prenotazioni: Dryphoto arte contemporanea – via delle Segherie 33a Prato. Www.dryphoto.it email: info@dryphoto.it tel: 0574 603186 – 347 2297801. Stasera alle 18:45 uno dei walking tour che si concluderanno sempre con rinfrescante bevuta.

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