Tutto è iniziato con l’Enigma di Isidore Ducasse di Man Ray o col Pianoforte con Feltro di Joseph Beuys? Sicuramente due opere queste che hanno stimolato la fantasia di uno degli artisti contemporanei più famosi e importanti al mondo. Si tratta dell’artista americano di origine bulgara Christo, oggi ottantunenne (tra l’altro oggi è il suo compleanno), che è divenuto famoso per i suoi “impacchettamenti”. All’inizio erano semplici oggetti come bottiglie, bidoni, cartoni, tavoli o modelli viventi, avvolti in materiali come tela o plastica. Poi si sono fatti sempre più complessi interessando il territorio con interventi di “Land Art”, impacchettando edifici, ponti, alberi e addirittura un’intera costa in Australia, a Sydney: “Wrapped Coast”.

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Si trattò di 95.600 metri quadrati di costa australiana avvolta in quadrati di tessuto che è tutt’ora il più grande intervento del genere mai realizzato. Già i primi lavori di Christo avevano suscitato interesse in altri artisti come Arman e Yves Klein, amici con cui si unì nel movimento chiamato Nouveau Réalisme. Christo ha lavorato nella sua lunga carriera con la sua compagna Jeanne-Claude. Si erano incontrati nel 1958 a Parigi quando lei gli commissionò un ritratto della madre e nel 1961 crearono la loro prima opera monumentale insieme”Rideau de Fer”, un muro di barili d’olio a bloccare rue Visconti, nei pressi della Senna, in segno di protesta al muro di Berlino. Con Jeanne-Claude, Christo ha continuato a collaborare fino alla morte di lei nel 2009 all’età di 74 anni. Una delle loro opere più famose è stata fatta nel 2005 e si chiamava “The Gates”a Central Park a New York: un percorso di 37 chilometri con 7.503 portici di tessuto arancione.

Christo ha lavorato anche in Italia, negli anni Settanta con le opere Wrapped Fountain e Wrapped Medieval Tower a Spoleto, Wrapped Monuments a Milano e The Wall, Wrapped Roman Wall a Roma. Dopo 40 anni ecco che tra pochi giorni si inaugurerà un’altra sua opera “The Floating Piers”.

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Stavolta è il lago di Iseo, in Lombardia, il protagonista delle sue trasformazioni, poetiche quanto reversibili: l’opera resterà visitabile, o meglio “vivibile”, dal 18 giugno, giorno dell’inaugurazione al 3 luglio 2016. Si tratta di una passerella galleggiante lunga tre chilometri che permetterà di attraversare a piedi, preferibilmente a piedi nudi a detta dell’artista, un tratto del lago. L’installazione sarà composta da pontili a pelo d’acqua larghi 16 metri e alti 50 centimetri, formati da 200.000 cubi in polietilene ad alta densità e coperti da 70 mila metri quadri di tessuto arancione cangiante. Il progetto galleggiante era nato negli anni Settanta quando Christo e Jeanne-Claude l’avevano pensato per due luoghi totalmente diversi: Rio della Plata e Tokyo Bay, ma che per varie vicissitudini non realizzarono.

Buon compleanno Christo.

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